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giovedì 26 gennaio 2012

Origini - 2a parte

Grado - Basilica
Grado - Basilica
Una cosa che a Grado si imparava già in giovane età era il nome dei venti. In una comunità costituita in forte numero da pescatori, essi rappresentavano un comune soggetto di conversazione e la loro conoscenza era una salvaguardia per la vita di chi doveva affrontare il mare.
Da bambina vedevo spesso dei pescatori che, prima di avviarsi al porto, andavano sulla costa a scrutare il mare e, da come si muovevano le onde, decidevano se potevano prendere il largo o meno.
Poi si sentivano i commenti tra le calli: "Xe bora", "Xe siroco", e via dicendo in un ampio vocabolario dialettale che dava un nome a ogni vento o variante di forza dello stesso o eventi climatici ad essi associati.
Si incominciava in questo modo a prendere dimestichezza con la rosa dei venti in un tempo in cui a bordo non c'erano strumenti sofisticati, ma solo l'esperienza di una vita in mare.

Grado - Laguna con Isola di Barbana - vista aerea
Certo è che questa zona, così aperta, è un punto d'incrocio delle correnti d'aria e mi piace definire i suoi abitanti "figli dei venti" e come tali soggetti a moti dello spirito.
C'è magia nei luoghi dove i venti si incrociano e spargono la loro energia. Basta fare un giro in laguna in una giornata di bora per sentirsi riempire da questa forza vitale, ben inteso non quando soffia a 130 Km/h. che allora è meglio non avventurarsi fuori!
Comunque è vero che la gente di qui ha una certa facilità a sintonizzarsi con i mondi sottili e non è raro che in qualche misura si sviluppi il dono della vista, a volte tanto semplicemente quanto il prenderne coscienza.
E magici sono anche i versi di Biagio Marin che seguono:

Grado - Isola di BarbanaL'ANEMA MIA

L'ánema mia xe solo un bel paese,
un golfo biavo e le montagne in giro;
e sora i munti sventola un pavese
de nuòli ariusi in tepido respiro.

Passa pel sangue réfuli de vento,
mola 'l siroco e sufia garbinasso;
duto 'l gno sangue 'l sa de marinasso,
d'áleghe verde su restìe d'arzento.

Se 'l vento tra le cane d'un paoleto
fis-ciota canti piculi d'amor,
riùssa 'l cuor, el se dormensa quieto
comò 'na fantulina apena in fior.

Biagio Marin

Traduzione:
L'ANIMA MIA
L'anima mia è solo un bel paese, - un golfo bianco e le montagne intorno; - e sopra i monti sventola un pavese - di nuvole ariose in tiepido respiro.
Passan nel sangue soffi di vento, - molla lo scirocco e soffia il libeccio; - tutto il mio sangue odora di mare, - d'alghe verdi su onde d'argento.
Se il vento tra le canne di un "pauleto" (*) - fischietta canti piccoli d'amore, - ridacchia il cuore, si addormenta quieto - come una bambina appena in fiore.
(*) zona della laguna con isolotti e canaletti sulle quali crescono canne palustri


Grado - Laguna - vista aerea
ME SON VISSUO

Me son vissúo
favelando co' i nuòli,
barche lontan dai moli
su l'urizonte de velúo.

E son vissúo sognando
isole e rade
de là del mar più grando,
el mare sensa strade.

Cussí son arivào
ai cunfini del mondo,
de là del mar profondo
sempre solo sognào.

Biagio Marin, A le fose (1984)

Traduzione:

IO SONO VISSUTO
Io sono vissuto - parlando con le nuvole, - barche lontane dai moli - sull'orizzonte di velluto.
E sono vissuto sognando - d'isole e di rade - al di la' del mare piu' grande, -il mare senza strade.
Cosi sono arrivato - ai confini del mondo - al di la' del mar profondo - sempre solo sognato.

giovedì 19 gennaio 2012

Origini - 1a parte

Grado - Friuli Venezia Giulia - vista aerea
Grado - Friuli Venezia Giulia - vista aereaI miei nonni materni erano di Grado, emigrati in Francia nei primi anni '20, da cui la mia quota di sangue italiano trova su quest'isola le sue radici. Per questioni familiari vi ho speso diversi anni della mia infanzia e tuttora, dopo un variegato peregrinare in giro per l'Italia e per il mondo, risiedo nelle vicinanze.
Le cose sono molto cambiate da quando mia nonna, da piccola, mi raccontava del suo paese descrivendolo come un angolo di paradiso, in cui anche nella miseria più nera si viveva in armonia e sempre in sintonia con i movimenti del mare onnipresente.
Ricordo i miei primi anni a Grado, quando ancora bambina, mi piaceva passeggiare lungo la costa e sostavo incantata a guardare i colori del tramonto che si riflettevano sulle lievi onde del nord Adriatico. Restavo lì, immobile, fintanto che l'ultimo spicchio del grande cerchio infuocato non spariva dietro all'orizzonte. Un senso di malinconia mi pervadeva, ma subito svaniva per lasciare il posto alla mia inconsapevolezza infantile.
Benché nata e cresciuta nel verde, ma freddo Jura francese, il mare conquistò da subito il mio cuore per non lasciarlo mai più.

Grado - Friuli Venezia Giulia - peschereccio al porto
Nessuno meglio del grande poeta dialettale Biagio Marin (1891 - 1985) riesce ad esprimere i sentimenti che mi legano a questa terra, o meglio al ricordo di com'era fino a qualche decennio fa. Lascio dunque a lui la parola!

PAESE MIO

Paese mio,
picolo nío e covo de corcali,
pusào lisiero sora un dosso biondo,
per tu de canti ne faravo un mondo
e mai no finiravo de cantâli.

Per tu 'sti canti a siò che i te 'ncorona
comò un svolo de nuòli matutini
e un solo su la fossa de gno nona
duta coverta d'alti rosmarini.

Biagio Marin, da “Cansone picole”, 1927

Traduzione:
PAESE MIO
Paese mio, piccolo nido e covo di gabbiani, - posato leggero su di un dosso biondo, - per te di canti ne farei un mondo - e mai non smetterei di cantarli.
Per te questi canti, perché ti incoronino - come un volo di nuvoli mattutini - e uno solo sulla fossa di mia nonna - tutta coperta di alti rosmarini.

Grado - Friuli Venezia Giulia - spiaggia in invernoLA SOLITAE

La solitàe la xe comò la piova
che la soneva sora 'l mar lisiera
co, mamolo, me 'ndevo su la spiasa
su l'ora che a levante feva sera.

La solitàe vigniva co' 'l caligo
de le marine ignote de ponente;
la rompeva ogni tanto garghe sigo
de gharghe oselo ne l'ombra cressente.

Dolse 'l rumor de l'aqua su l'ombrela,
caressa al cuor el respiro de l'ola;
passeva silensiosa gharghe vela,
che ne la piova pareva più sola.

E me più solo fato conca svoda
e sonante de duti quii laminti,
de quele parolete de la piova
e dei fis-ci, lontan, dei bastimenti.

Biagio Marin

Traduzione:
LA SOLITUDINE
La solitudine e' come la pioggia - che suovana leggera sopra il mare - quando, bambino, me ne andavo sulla spiaggia - all'ora che a levante faceva sera.
La solitudine veniva con la nebbia - delle marine ignote di ponente; - la rompeva ogni tanto qualche grido - di qualche uccello nell'ombra crescente.
Dolce il rumore dell'acqua sull'ombrello, - accarezza il cuore il respiro dell'onda; - passava silenziosa qualche vela, - che nella pioggia pareva più sola.
Ed io più solo fatto conca vuota - e risuonante di tutti quei lamenti, - di quelle paroline della pioggia- e dei fischi, lontani, dei bastimenti.

martedì 10 gennaio 2012

C'è un paio di scarpette rosse

Fiori rossi di Schlumbergera
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald

erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...
                                                               Joyce Lussu

venerdì 16 luglio 2010

Rose

RosaA sepal - petal - and a thorn
Upon a common summer's morn -
A flask of Dew - A Bee or two -
A Breeze - a caper in the trees -
And I'm a Rose!

Emily Dickinson, 1858


Tre roseTraduzione:
Un sepalo - petalo - e una spina - In un comune mattino d'estate - Una boccetta di Rugiada - Un'Ape o due - Una Brezza - una capriola fra gli alberi - Ed io sono una Rosa!

giovedì 8 luglio 2010

In memoria

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi —
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.

I tuoi occhi

saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio.

O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese, 22 marzo 1950


Flo
DEPARTURE


Brother,

before you go
give me the present
that will keep you
in my mind
give me the wordI will never forget.

A place in my heart

is ready for you.
Wherever you go
whatever you do
this place is for you
for you to call home.

Goodbye my dear friend.
I'll see you sometimes
with the eyes of my mind.

dmj

Traduzione:
PARTENZA
Fratello, - prima che tu vada - dammi il regalo che ti terrà nella mia mente - dimmi la parola che non scorderò mai. - Un posto nel mio cuore è pronto per te. Ovunque tu vada - qualsiasi cosa tu faccia - questo posto è per te - per te da chiamar casa. - Addio mio caro amico. Ti vedrò a volte con gli occhi della mente.

mercoledì 7 luglio 2010

Dalla soglia di un sogno ...

sognare
DESDE EL UMBRAL DE UN SUEÑO ...


Desde el umbral de un sueño me llamaron...

Era la buena voz, la voz querida.
-Dime: ¿vendrás conmigo a ver el alma?...
Llego a mi corazón una caricia.
-Contigo siempre...Y avancé en mi sueño
por una larga, escueta galería
sintiendo el roce de la veste pura
y el palpitar suave de la mano amiga.

Antonio Machado

Traduzione:
DALLA SOGLIA DI UN SOGNO ...
Dalla soglia di un sogno mi chiamarono... - Era la buona voce, amata voce. - -Dimmi: verrai con me a vedere l'anima?... - -Una carezza mi raggiunse il cuore. - Sempre con te... Ed avanzai nel sogno - per una lunga, spoglia galleria; - sentii sfiorarmi la sua veste pura - e il palpito soave della mano amica.

lunedì 15 marzo 2010

Il gatto

Gatto
LE CHAT

Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d'agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s'enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,

Je vois ma femme en esprit.
Son regard,
Comme le tien, aimable bête,
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,

Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum,
Nagent autour de son corps brun.

Charles Baudelaire

Traduzione:
IL GATTO
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; - trattieni le unghie della zampa, - e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi - striati di metallo e d'agata. - Quando le mie dita indugiano ad accarezzare - la tua testa e il tuo dorso elastico - e la mia mano s'inebria del piacere - di palpare il tuo corpo elettrico, - vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo, - come il tuo, amabile bestia, - profondo e freddo, taglia e fende come un dardo, - e dai piedi alla testa, - un'aria sottile, un minaccioso profumo - circolano attorno al suo corpo bruno.

lunedì 1 febbraio 2010

Boschi incantati

Appunti da una conversazione con il mio amico Andrea

Si parla di trasformazione interiore nel coraggio di affrontare le sfide e l'ignoto. Il bosco è la sfida, la poesia è un invito a raccoglierla e a provarci.
La via nel bosco è un simbolo.
All'inzio il viaggiatore che sfida l'ignoto, apparentemente da solo, vede solo la paura: paura di non farcela, paura di non avere abbastanza tempo o mezzi. E questa paura si manifesta nei mostri che la rappresentano.
Nell'illustrazione c'è la continuazione del viaggio: una volta affrontato il passo iniziale, man mano che si avanza nel percorso si cominciano a vedere altre cose, prima invisibili. Le paure si trasformano e la realtà appare: lo spirito del bosco che ti indica il percorso.
La strada nel bosco è l'archetipo, i simboli che si leggono sono in relazione con la scoperta ed il colloquio con la divinità.
Alla fine, dopo la sfida e la dimostrazione di coraggio, il viaggiatore incontra la divinità e acquista il potere dal e nel rituale insegnato dai simboli.
I simboli sono il messaggio.

Foresta bluTHE WOODS OF WESTERMAIN

Enter these enchanted woods,
You who dare.
Nothing harms beneath the leaves
More than waves a swimmer cleaves.
Toss your heart up with the lark,
Foot at peace with mouse and worm,
Fair you fare.
Only at a dread of dark
Quaver, and they quit their form:
Thousand eyeballs under hoods
Have you by the hair.
Enter these enchanted woods,
You who dare.

George Meredith (1828-1908)

Traduzione:
I boschi di Westermain
Entra in questi boschi incantati, - tu che ne hai l'ardire. - Niente fa male sotto le foglie - Più delle onde che il nuotatore fende. - Lancia il tuo cuore lassù con l'allodola, - Camminando in pace con il topo e il verme, - sereno è il tuo viaggio. - Solo per timore del buio - Trema, ed essi lasceranno la loro forma. - Migliaia di occhi sotto i cappucci - ti prendono per i capelli. - Entra in questi boschi incantati, - tu che ne hai l'ardire.

lunedì 25 gennaio 2010

Canzone delle lumache

Per quel che riguarda le mie attività online, in particolare i miei blogs, ho iniziato l'anno al rallentatore. Le idee ci sono, ma un po' manca il tempo per buttarle giù in maniera organica e un po' ho il cervello in stato di ibernazione a causa del freddo intenso di questa stagione invernale per molti versi fuori dal comune. Insomma sto andando piano piano come le lumachine della poesia di Jacques Prévert che iniziano il loro viaggio in autunno e arrivano a destinazione in primavera:

Terra verde
CHANSON DES ESCARGOTS QUI VONT A' L'ENTERREMENT


A l'enterrement d'une feuille morte
Deux escargots s'en vont
Ils ont la coquille noire
Du crêpe autour des cornes
Ils s'en vont dans le soir
Un très beau soir d'automne
Hélas quand ils arrivent
C'est déjà le printemps
Les feuilles qui étaient mortes
Sont toutes réssucitées
Et les deux escargots
Sont très désappointés
Mais voila le soleil
Le soleil qui leur dit
Prenez prenez la peine
La peine de vous asseoir
Prenez un verre de bière
Si le coeur vous en dit
Prenez si ça vous plaît
L'autocar pour Paris
Il partira ce soir
Vous verrez du pays
Mais ne prenez pas le deuil
C'est moi qui vous le dit
Ça noircit le blanc de l'oeil
Et puis ça enlaidit
Les histoires de cercueils
C'est triste et pas joli
Reprenez vos couleurs
Les couleurs de la vie
Alors toutes les bêtes
Les arbres et les plantes
Se mettent a chanter
A chanter a tue-tête
La vrai chanson vivante
La chanson de l'été
Et tout le monde de boire
Tout le monde de trinquer
C'est un très joli soir
Un joli soir d'été
Et les deux escargots
S'en retournent chez eux
Ils s'en vont très émus
Ils s'en vont très heureux
Comme ils ont beaucoup bu
Ils titubent un petit peu
Mais la haut dans le ciel
La lune veille sur eux.

Jacques Prévert (1900 -1977)

Traduzione:
Canzone delle lumache che vanno al funerale
Al funerale d'una foglia morta - Se ne vanno due lumache - Hanno il guscio nero - E il lutto sulle corna - Se ne vanno nel buio - D'una sera d'autunno - Ahimè quando son giunte - E' di già primavera - Le foglie che eran morte - Già son tutte risorte - E le due care lumache - Rimangon molto male - Ma ecco viene il sole - Il sole dice loro - Prendetevi la briga - La briga di sedere - Prendetevi una birra - Se ne avete voglia - Prendete se vi va - L'autobus per Parigi - Parte questa sera - Vedrete un po' di mondo - Ma non prendete il lutto - Ve lo dico io - Vi scurisce il bianco degli occhi - E inoltre v'imbruttisce - Le faccende di funerali - Mica son divertenti - Riprendete i colori - I colori della vita - Allora gli animali in coro - E gli alberi e le piante - Si mettono a cantare - Cantano a squarciagola - Il vero canto vivo - La canzone dell'estate - E tutti giù a bere - E tutti giù a brindare - E' una gran bella sera - Una splendida sera d'estate - E le due nostre lumache - Fanno ritorno a casa - Se ne vanno commosse - E tutte rallegrate - Hanno bevuto molto - Barcollano un pochino - Ma la luna nel cielo - Le sorveglia in cammino.

domenica 17 gennaio 2010

Mare nostro

Duino Duino - Aurisina (Trieste - Italia)

GOODBYE BROTHER SEA

And so we pass away as we have come
goodbye Brother Sea
I take with me some of your shingle
some of your blue salt
some of your infinity
and some of your brightness
and of your unhappiness.
You were able to tell us many things
about your destiny as a sea
here we are with a bit more hope
here we are with a bit more wisdom
and we pass away as we have come
goodbye Brother Sea.

Nazim Hikmet - Varna, 1951

Traduzione:
ARRIVEDERCI FRATELLO MARE
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti - arrivederci fratello mare - mi porto un po' della tua ghiaia - un po' del tuo sale azzurro - un po' della tua infinità - e un pochino della tua luce - e della tua infelicità. - Ci hai saputo dir molte cose - sul tuo destino di mare - eccoci con un po' più di speranza - eccoci con un po' più di saggezza - e ce ne andiamo come siamo venuti - arrivederci fratello mare.


Libro consigliato:

Poesie amore di Nazim Hikmet Poesie d'amore
Nazim Hikmet
fotografie di Robert Doisneau

giovedì 31 dicembre 2009

Capodanno

L'anno 2009 ci sta lasciando con le lacrime, gocce di pioggia che cadono insistentemente rendendo grigia ogni cosa che ci circonda. Tanta tristezza per tutti quelli che si sono trovati in difficoltà ed hanno vissuto momenti difficili, per chi ce l'ha fatta e per chi invece è stato sopraffatto dagli eventi.
Chiamateli come volete: crisi economica, guerre, ingiustizie, malattie ... sono gli spettri comparsi nella vita di molti.
Ecco perchè, per questo augurio di buon anno nuovo, mi sento di riciclare un'antica benedizione irlandese, attribuita da alcuni a San Patrizio, perchè in queste parole possiate intravedere la pace e la serenità di cui tutti gli esseri viventi hanno bisogno.
Auguro a tutti ogni bene per il 2010.

Irish Blessing

IRISH BLESSING

May the Roads rise
to meet you,
may the Wind
be always
at your back,
may the Sun
shine warm
upon your face,
the Rains fall soft
upon your fields
and until
we meet again
may God hold you
in the hollow of His hand.
Traduzione:
Benedizione Irlandese
Possano le strade alzarsi - per venirti incontro, - possa il vento essere sempre alle tue spalle, -possa il sole brillare caldo - sul tuo viso, - le piogge cadere soffici - sui tuoi campi - e finchè - non ci incontreremo di nuovo - possa Dio tenerti - nel palmo della sua mano.

mercoledì 2 dicembre 2009

L'anima mia

Grado - Italia - vista aereaL'ANEMA MIA

L'ánema mia xe solo un bel paese,
un golfo biavo e le montagne in giro;
e sora i munti sventola un pavese
de nuòli ariusi in tepido respiro.

Passa pel sangue réfuli de vento,
mola 'l siroco e sufia garbinasso;
duto 'l gno sangue 'l sa de marinasso,
d'áleghe verde su restìe d'arzento.

Se 'l vento tra le cane d'un paoleto
fis-ciota canti piculi d'amor,
riùssa 'l cuor, el se dormensa quieto
comò 'na fantulina apena in fior.

Biagio Marin

Traduzione:
L'ANIMA MIA
L'anima mia e' solo un bel paese, - un golfo bianco e le montagne intorno; - e sopra i monti sventola un pavese - di nuvole ariose in tiepido respiro.
Passan nel sangue soffi di vento, - molla lo scirocco e soffia il libeccio; - tutto il mio sangue odora di mare, - d'alghe verdi su onde d'argento.
Se il vento tra le canne di un "pauleto" (*) - fischietta canti piccoli d'amore, - ridacchia il cuore, si addormenta quieto - come una bambina appena in fiore.

(*) zona della laguna con isolotti e canaletti sulle quali crescono canne palustri

Barche in lagunaE 'NDÉVENO CUSSÌ LE VELE AL VENTO

E 'ndéveno cussì le vele al vento
lassando drìo de noltri una gran ssia,
co' l'ánema in t'i vogi e 'l cuor contento
sensa pinsieri de manincunia.

Mámole e mas-ci missi zo a pagiol
co' Leto capitano a la rigola;
e 'ndéveno cantando soto 'l sol
canson, che incòra sora 'l mar le sbola.

E l'aqua bronboleva drío 'l timon
e del piasser la deventava bianca
e fin la pena la mandeva un son
fin che la bava no' la gera stanca.

Biagio Marin, da "Fiuri de tapo", 1912

Traduzione:
E ANDAVAMO COSI', LE VELE AL VENTO
E andavamo così, le vele al vento - lasciando dietro di noi una gran scia, - con l’anima negli occhi e il cuor contento - senza pensieri di malinconia.
Fanciulle e ragazzi seduti giù a pagliolo - con alla barra Leto capitano; - andavamo cantando sotto il sole - canzoni che ancora volano sul mare.
L’acqua ribolliva dietro il timone - e dal piacere diventava bianca, - persino la penna suonava: - fin che la bava (di vento) non era stanca.

venerdì 20 novembre 2009

La scatola dei ricordi

Scatola dei ricordiNel fondo del mio cuore c'è la scatola dei ricordi:
fiori sono le persone care che mi hanno lasciata
una conchiglia per ascoltare il mare
un'altra per tenerci il ricordo degli amici che ho perso per strada
qualche soldino per comprare la felicità
vecchie ruggini per gli incidenti di percorso
un chiodo per non dimenticare il dolore
foglie morte perchè il passato non ritorna
e un gabbiano per continuare a volare sempre più in alto.

dmj, 2009

martedì 10 novembre 2009

Tempo

Flying timeENDLESS TIME

Time is endless in thy hands, my lord.
There is none to count thy minutes.

Days and nights pass and ages bloom and fade like flowers.
Thou knowest how to wait.

Thy centuries follow each other perfecting a small wild flower.

We have no time to lose, and having no time we must scramble for a chance.
We are too poor to be late.

And thus it is that time goes by
while I give it to every querulous man who claims it,
and thine altar is empty of all offerings to the last.

At the end of the day I hasten in fear lest thy gate be shut;
but I find that yet there is time.

Rabindranath Tagore

Traduzione:
TEMPO SENZA FINE
Il tempo è senza fine nelle tue mani, mio Signore. - Non c'è nessuno che conti i tuoi minuti. - Passano i giorni e le notti e le stagioni sbocciano e appassiscono come fiori. - Tu sai attendere. - I tuoi secoli si susseguono per perfezionare un piccolo fiore di campo. - Noi non abbiamo tempo da perdere, - e non avendo tempo dobbiamo affannarci per non perdere le nostre occasioni. - Siamo troppo poveri per arrivare in ritardo. - E così il tempo passa, - mentre io lo dono a ogni uomo querulo che lo richiede, - e il tuo altare è vuoto di offerte fino all'ultimo. - Alla fine del giorno m'affretto per paura che la tua porta sia chiusa; - e invece c'è ancora tempo.

martedì 20 ottobre 2009

Bonjour tristesse

mano antica À PEINE DÉFIGURÉE

Adieu tristesse,
Bonjour tristesse.
Tu es inscrite dans les lignes du plafond.
Tu es inscrite dans les yeux que j'aime

Tu n'es pas tout à fait la misère,
Car les lèvres les plus pauvres te dénoncent
Par un sourire.

Bonjour tristesse.
Amour des corps aimables.
Puissance de l'amour
Dont l'amabilité surgit
Comme un monstre sans corps.
Tête désappointée.
Tristesse, beau visage.

Paul Éluard (1895–1952)

Traduzione:
LEGGERMENTE SFIGURATO
Addio tristezza, - Buongiorno tristezza, - Sei iscritta nelle linee del soffitto, - Sei iscritta negli occhi che amo - Non sei assolutamente la miseria - Poiché le labbra le più povere ti denunciano - con un sorriso - Buongiorno tristezza - Amore dei corpi gentili - Potenza dell'amore - da cui l'amabilità sorge - Come un mostro senza corpo - Testa delusa. - Tristezza, bel volto.

Ultime poesie d'amoreUltime poesie d'amore.
Paul Eluard

Testo francese a fronte
Questo libro raccoglie quattro volumetti di poesie scritte da P. Eluard tra il 1946 e il 1951 in cui il tema dominante è il sentimento, non necessariamente l'amore nel senso stretto, ma anche il ricordo e il rimpianto.

giovedì 1 ottobre 2009

Il mondo ai bambini

Dedico questa poesia ai bambini di un orfanatrofio che si trova nel sud dell'India. Sono tutti bambini meravigliosi che meritano la possibilità di un futuro migliore. Per cortesia visitate il loro sito e passate parola, ne hanno un gran bisogno: GRACE CHILDREN’S ORPHANAGE

This poem is dedicated to the children of a South India orphanage. They are wonderful children who deserve the possibility for a better future. Please visit their site and spread the word, they really need it: GRACE CHILDREN’S ORPHANAGE

Il mondo dei bambini

LET'S GIVE THE WORLD TO THE CHILDREN

Let's give the world to the children just for one day
like a balloon in bright and striking colours to play with
let them play singing among the stars
let's give the world to the children
like a huge apple like a warm loaf of bread
at least for one day let them have enough
let's give the world to the children
at least for one day let the world learn friendship
children will get the world from our hands
they'll plant immortal trees

Nazim Hikmet, Mosca 1921

Traduzione:
DIAMO IL MONDO AI BAMBINI
Diamo il mondo ai bambini anche per un solo giorno - come se fosse un pallone multicolore con cui giocare - lasciamoli giocare cantando tra le stelle - diamo il mondo ai bambini - come un'enorme mela come una pagnotta calda - almeno per un giorno che abbiano abbastanza - diamo il mondo ai bambini - almeno per un giorno lasciamo che il mondo impari l'amicizia - i bambini prenderanno il mondo dalle nostre mani - e vi pianteranno alberi immortali.