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venerdì 24 febbraio 2012

Sogno di una notte di fine estate ovvero alieni a bordo - 2a parte

Un uomo mi avvicina. E' grosso di corporatura ed ha i capelli brizzolati. Poco prima l'avevo visto accanto alle apparecchiature e so che è un membro dell'equipaggio, probabilmente un macchinista.
Lo informo della situazione e gli dico che non deve fare uscire le donne dal laboratorio per nessuna ragione. Io non posso fermarmi lì perchè devo continuare la caccia.
E' un uomo affidabile ed ho fiducia che farà buona guardia. Lui non parla, ma con la testa mi fa segno di aver ben capito mentre si avvia verso la vetrata. Noto allora che il suo braccio destro è storpio e più corto dell'altro, segno che si è già scontrato con gli alieni e ne ha riportato quel danno. Ciò lo rende maggiormente idoneo a quel compito perchè, sopravvissuto ad un primo attacco, sa bene come fare a difendersi e certamente è ben agguerrito ed aha voglia di fargliela
pagare.

Vado verso le apparecchiature dove nel frattempo sono arrivati altri tre marinai che vedo indaffarati a cercare di capire come farle funzionare ora che il personale addetto è stato messo fuori gioco.

Sono cauta perchè mi rendo conto che a questo punto è diventato difficile distinguere chi è ancora se stesso da chi è stato preso dagli alieni. Decido pertanto di non svelare le mie reali intenzioni e, per non destare sospetti, mi comporto come se tutto fosse normale. Scambiamo due parole sui loro progressi in quella postazione e, senza lasciargli il tempo di farmi domande, mi congedo con la scusa che devo andare a rapporto.

Incrociatore in mare al tramontoMi allontano e scendo ad un ponte inferiore alla ricerca di un posto tranquillo dove poter riflettere sul da farsi. Entro in una cabina ed apro una finestra interamente in metallo come quelle dei mezzi blindati. Si apre a spinta dal basso e posso vedere il mare sotto di noi.
Mi irrigidisco nel sentire la porta alle mie spalle che si apre. Mi giro di fianco tenendo un braccio appoggiato all'apertura della finestra per assumere un atteggiamento naturale. L'alieno, che di alieno si tratta, si affaccia all'interno, mi guarda, con gli occhi percorre velocemente la stanza e, non notando niente di anormale, mi saluta e prosegue il suo giro di ispezione.
Tiro un sospiro di sollievo. Non ha capito chi sono, ma è meglio che mi tolga di lì in fretta e mi trovi un rifugio sicuro. Oramai sapranno che sono a bordo e mi staranno cercando.

Con circospezione percorro dei corridoi mantenendomi il più possibile nell'ombra. Un uomo furtivo si sporge da dietro un angolo e mi fa dei cenni per indicarmi un percorso. Capisco allora che non sono rimasta sola. Altri sono sopravvissuti e posso contare sul loro appoggio per rimanere nascosta il tempo necessario.
Apro una porta alla mia destra ed entro nella piccola cabina. Anche qui apro la finestra in metallo e mi sporgo per guardare: tutto intorno si vede solo il mare, niente terra in vista, come immaginavo.
Il mare è calmo, animato solo dal luccichio dei riflessi del sole del tardo pomeriggio.

Rifletto che ciò va bene, abbiamo ancora tempo per agire prima di arrivare a destinazione.
Sì, c'è ancora tempo.


sabato 18 febbraio 2012

Sogno di una notte di fine estate ovvero alieni a bordo - 1a parte

Cammino lungo uno stretto corridoio. Le pareti sono di metallo grigio e non ci sono finestre, solo alcune porte, anch’esse in metallo. Avverto del movimento sotto ai miei piedi, come un leggero rollio che rende la mia andatura un po’ dondolante. Ma sì, ora ricordo, sono a bordo di un incrociatore.

Illustrazione incrociatore Duca AbruzziAllungo il passo perché devo raggiungere gli altri. Apro una porta alla mia destra ed entro in una stanza che è stata designata come sala comandi e dove la riunione a cui devo attendere è già iniziata. Gli ufficiali e alcuni membri dell’equipaggio presenti indossano abiti civili, non militari, e si respira la tensione per il fatto grave che sta accadendo a bordo: ci sono delle presenze aliene che vogliono impadronirsi della nave ed operano impossessandosi dei corpi delle persone per poi sostituirsi ad esse.
Gli abiti civili servono per confonderli perché ovviamente cercheranno prima di catturare gli ufficiali per poter governare la nave.
In qualche modo dobbiamo affrontare la situazione ed impedire che ciò avvenga. Dobbiamo smascherarli prima che riescano nel loro intento, ma sappiamo che hanno già iniziato a mescolarsi tra di noi occupando i corpi di alcuni compagni caduti.
Parliamo, cerchiamo soluzioni e strategie da mettere in atto.

Improvvisamente entra un uomo trafelato dicendo quasi urlando che gli alieni vogliono rilasciare
una sostanza nell’aria facendola passare per i condotti integrati nella struttura.
Memore di un’esperienza passata, intervengo dicendo che dobbiamo fermarli immediatamente perché si tratta di una sostanza tossica. E’ troppo tardi, la sostanza, che si manifesta in forma di eteree sfere bianche sospese nell’aria prima di dissolversi in gas, è già stata rilasciata e non c’è tempo per correre ai ripari.

Incrociatore in navigazioneAttorno a me vedo alcune persone accasciarsi al suolo. Mi inchino su una ragazza che si tiene sollevata col dorso contro una parete, e la sollecito a non lasciarsi andare, a reagire. Lei mi fa cenno di sì col capo.
Mi rialzo e realizzo che a me, come ad alcuni altri presenti, il gas non sta facendo effetto, perlomeno a quel livello di contaminazione, ma non sappiamo fino a che punto siamo immuni e cosa ci succederebbe se il gas continuasse a diffondersi, per cui decidiamo che è meglio che ci affrettiamo ad individuare le persone prese dagli alieni per neutralizzarle fintanto che siamo in grado di farlo.
Prima però vado di corsa a verificare le apparecchiature scientifiche di bordo. Ripercorro il corridoio a ritroso ed esco dalla porta in fondo che porta in una sala tecnica. Un po’ più in là sulla mia destra e a ridosso della parete ci sono le postazioni scientifiche. Lì due ricercatrici sono all’opera per cercare di fermare la fuga di gas operata dagli alieni e mi riferiscono che sono a buon punto.
Ne prendo atto e mi allontano per raggiungere gli altri: siamo un gruppetto di quattro e assieme iniziamo la caccia agli alieni in giro per la nave.

Poco dopo l’istinto mi dice di tornare alla sala tecnica in quanto è uno dei punti strategici più appetibili per possibili invasori e, come entro nella sala, noto che le due ricercatrici non ci sono più. Giro lo sguardo e le vedo dietro ad una vetrata che separa un piccolo laboratorio situato sul lato opposto rispetto alle apparecchiature. Alle loro spalle c’è la ragazza che avevo lasciato a terra nella sala comandi.
La mia gioia nel vederla viva si smorza subito al suo strano sorriso che fa apparire il suo volto una maschera. Le due ricercatrici mi fanno dei cenni da cui capisco che sono state catturate dagli alieni e che la ragazza è uno di loro. In qualche modo, sapendo di essere perdute, si sono rinchiuse nel laboratorio per impedire all’aliena di fare altre vittime.
---- segue----

giovedì 2 febbraio 2012

Per vivere sani

Un'amica mi ha inviato un'e-mail con il testo che trascrivo qui sotto. L'ho trovato piacevolmente ironico forse perchè sono una persona attenta alle mie scelte alimentari, cosmetiche etc., insomma cerco di informarmi e di utilizzare quello che ritengo più salutare o quanto meno di ridurre al massimo il consumo di beni potenzialmente dannosi per la salute. Certamente seguo i miei principi senza diventare né ossessiva né compulsiva ... almeno spero che sia così.

Non conosco l'autore di questo testo sicchè non posso farne menzione.

Tazza di te con frutta
Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio. Anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di té verde senza zucchero per prevenire il diabete.

Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sì, e poi espellerli, che richiede il doppio del tempo che hai perso per berli).

Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere gli 'L.Casei Defensis', che nessuno sa bene che cosa sono però sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?!) tutti i giorni, inizi a vedere sfocato.

Ogni giorno un'aspirina, per prevenire l'infarto, e un bicchiere di vino rosso, sempre contro l'infarto ed un altro di bianco, per il sistema nervoso, ed uno di birra, che già non mi ricordo più a cosa serva.

Se li bevi tutti insieme, ti può dare un'emorragia cerebrale, però non ti preoccupare, perché tanto non te ne renderai neanche conto.

Birra vino bianco e vino rosso
Tutti i giorni bisogna mangiare fibra, molta, moltissima fibra, finché riesci a...espellere un maglione.

Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 10 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno quasi 5 ore.

Ah, e dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti, ossia dopo l'Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti... e così via finché ti rimangono 3 denti in bocca; senza dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive, il risciacquo con Listerine...

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 necessarie per mangiare, 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.

Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno. Già, non si può, però tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz'ora (attenzione: dopo 15 minuti torna indietro, altrimenti la mezz'ora diventa una).

Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.

Ah! se si riesce a tenere il ritmo, si deve fare l'amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione continuamente.

Bisogna anche avere il tempo di spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o ... dei FIGLI???

Insomma, per farla breve, i conti danno 29 ore al giorno, minuto più minuto meno. L'unica possibilità che mi viene in mente per comprimere i tempi è fare varie cose contemporaneamente.
Per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta così ti bevi i due litri d'acqua. Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l'amore (tantrico) col compagno/a che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.

Ti è rimasta una mano libera?? Chiama i tuoi amici! E i tuoi genitori. Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi senz'altro ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo può dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l'Actimel, e domani fate cambio.

Però se ti rimangono due minuti liberi, invia questo messaggio ai tuoi Amici (che bisogna annaffiare come una pianta).

Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d'acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo ... però devo andare urgentemente al bagno.

E ne approfitto per lavarmi i denti....

SE TI HO GIÁ MANDATO QUESTO MESSAGGIO, PERDONAMI PERÓ É L'ALZHEIMER, CHE NONOSTANTE TUTTE LE CURE NON SONO RIUSCITO A COMBATTERE.

martedì 10 gennaio 2012

C'è un paio di scarpette rosse

Fiori rossi di Schlumbergera
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald

erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...
                                                               Joyce Lussu

sabato 31 dicembre 2011

BUON ANNO 2012

Capodanno con le colombe bianche
Benché l'anno che si conclude sia stato pesante per molti, troppi di noi, e non sento una gran voglia di festeggiare, questa notte di passaggio tra un Tempo e l'altro è una finestra aperta alla Speranza. E' una notte speciale in cui si può pensare di cancellare il passato per ricominciare con una vita migliore.
L'immagine che ho scelto esprime l'augurio che voglio fare a tutti per il 2012:

Pace nei cuori, nelle menti e nello Spirito.
Pace anteposta alle guerre, alle ingiustizie e alle sofferenze di ogni sorta.
Pace dal turbinio di informazioni che ci saturano la vita.
Pace per la salvaguardia del nostro Pianeta e di tutti coloro, uomini, animali e piante che vi abitano.
Pace nella quotidianità della vita, nelle nostre case e con tutti quelli che incrociamo nel nostro cammino.
Pace al Mondo intero.

Auguri a tutti!
Marie-Jeanne

domenica 18 dicembre 2011

La storia di un sogno

Molto tempo fa un uomo di nome Golia viveva nel suo mondo di fantasia.
Certo, mangiava, beveva e dormiva come tutti gli altri del suo tempo, ma era speciale: studiava la musica nella Natura ascoltando i suoni delle piante, parlando con gli uccelli e componendo l'armonia della Vita.

Lo stagno di GoliaStava ore ed ore seduto sulle rive di uno stagno ad ascoltare il vento che sussurra tra le foglie ed il silenzio dei fiori che sbocciano.
Passò molte notti a guardare le Stelle e a sognare il sogno di Luce e Gioia.
La sua musica era così deliziosa che gli Spiriti della Natura decisero di aprire per lui il Grande Velo e di mostragli il luogo dei suoi sogni. O forse semplicemente i suoi occhi divennero così acuti da permettergli di vedere tra gli alberi le ombre di questa nuova dimensione.
Fatto sta che voleva condividere la sua meravigliosa scoperta con i suoi contemporanei, ma questi chiusero le loro porte chiamandolo pazzo e visionario. Sconfortato Golia sLa tristezza di Goliai isolò nella sua Foresta Incantata fatta di suoni e di visioni, ma la felicità se n'era andata lasciando il posto al rammarico di non poter comunicare ciò che ormai stava seppellendo nel fondo della sua Anima.

Morì per tanta tristezza, ma uno Spirito gli parlò accompagnandolo nel suo viaggio attraverso l'Altra Parte. Gli disse che non era finita e che al momento giusto sarebbe tornato sulla Terra per compiere la sua missione. Era solo questione di tempo.

Sono passati anni e secoli da allora ed ora Golia è pronto a tornare.
Non lo conosci ancora? Allora prova a guardare nel profondo di te stesso e lì lo troverai assieme a tutte le tue memorie. Lui è quella piccola e timida luce nella parte nascosta della tua Anima che chiede soltanto di essere ascoltata ed ora è il momento di farlo!

venerdì 11 novembre 2011

Il Ponte dell'Arcobaleno

La leggenda del Ponte dell'Arcobaleno di cui non si conoscono le origini, è nota ai più, ma ugualmente la pubblico perchè mi piace e perchè ho sempre voluto credere che questo posto esista quando dei miei piccoli compagni di vita a quattro zampe mi hanno lasciata.
Ed è probabilmente vero, come mi è stato confermato da qualcuno che viaggia in altri livelli di realtà, o se preferite in altre dimensioni. Pare che questo posto sia così bello come lo si può immaginare leggendo il testo.

Ponte dell Arcobaleno
RAINBOW BRIDGE

Just this side of heaven is a place called Rainbow Bridge.

When an animal dies that has been especially close to someone here, that pet goes to Rainbow Bridge.
There are meadows and hills for all of our special friends so they can run and play together.
There is plenty of food, water and sunshine, and our friends are warm and comfortable.

All the animals who had been ill and old are restored to health and vigor; those who were hurt or maimed are made whole and strong again, just as we remember them in our dreams of days and times gone by.
The animals are happy and content, except for one small thing; they each miss someone very special to them, who had to be left behind.

They all run and play together, but the day comes when one suddenly stops and looks into the distance. His bright eyes are intent; His eager body quivers. Suddenly he begins to run from the group, flying over the green grass, his legs carrying him faster and faster.

You have been spotted, and when you and your special friend finally meet, you cling together in joyous reunion, never to be parted again. The happy kisses rain upon your face; your hands again caress the beloved head, and you look once more into the trusting eyes of your pet, so long gone from your life but never absent from your heart.

Then you cross Rainbow Bridge together....

Author unknown

Traduzione:
IL PONTE DELL'ARCOBALENO
C'e' un posto in Paradiso, chiamato "Ponte dell'Arcobaleno".
Quando muore una bestiola che è stata particolarmente cara a qualcuno, questa bestiola va al ponte dell'arcobaleno. Ci sono prati e colline per tutti i nostri amici tanto speciali così che possano correre e giocare insieme. C'è tanto cibo, acqua e sole, ed essi sono al caldo e stanno bene.
Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi.
Quelli che erano feriti o storpi sono di nuovo integri e forti, come noi li ricordiamo nel sogno dei giorni e dei tempi passati. Sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di qualcuno molto amato, qualcuno che hanno dovuto lasciare indietro...
Corrono e giocano insieme, ma un bel giorno uno di essi improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l'orizzonte. I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l'impazienza: tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre, volando sul verde prato, sempre più veloce.
Ti ha riconosciuto, e quando finalmente sarete insieme, vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia, per non lasciarvi più. Una pioggia di baci felici bagnerà il tuo viso; le tue mani accarezzeranno di nuovo l'amata testolina e fisserai ancora una volta i suoi fiduciosi occhietti, per tanto tempo lontano dalla tua vita ma mai assente dal tuo cuore.
Allora attraverserete,insieme , il Ponte dell'Arcobaleno.......
Autore Ignoto

sabato 30 luglio 2011

Sull'amicizia

mondo fioritoL'amicizia è un sentimento molto importante e forse uno dei più elevati quando supportato da un vero senso dell'altruismo.
Gli amici sono quelle persone che ci stanno accanto e che non ci abbandonano nei momenti difficili. Sono quelle persone che solo con la loro presenza riescono a portare un raggio di Sole in una giornata buia.
Forse qualcuno penserà che c'è anche la famiglia, ma in realtà sono molti quelli che, per vari motivi, non hanno più una famiglia o addirittura non l'hanno mai avuta. L'unico legame affettivo che rimane è quello con gli amici che rappresentano il migliore antidoto contro la solitudine.

Come recita il proverbio: "Chi trova un amico, trova un tesoro". E questa è una grande verità perchè non tutte le persone che ci circondano sono dei veri amici. Molti sono semplicemente dei compagni di ventura che si fanno vivi solo nelle occasioni felici, altri sono degli opportunisti che cercano qualcosa da noi, altri non sanno cosa sia la vera amicizia e altri ancora amano circondarsi di molta gente al solo scopo di autocelebrarsi.
Il problema è che a volte non riusciamo a distinguere tra i vari livelli di rapporto che esiste con chi frequentiamo.
Capita di offrire la nostra amicizia a chi in realtà non la vuole o non sa che farsene, o di dare fiducia per poi sentirsi traditi, o di rendersi conto di avere scelto delle amicizie sbagliate per noi.
I rapporti comunque non sono mai lineari, neanche con gli amici di lunga data, un po' perchè si cambia nel corso della vita, un po' perchè ci sono sempre i cosiddetti incidenti di percorso. Tipico è il subire un torto al quale a volte non sappiamo come reagire nel senso di decidere se chiudere l'amicizia o trovare un modo per metterci su una toppa.
Solo la nostra esperienza di vita ci guida nel risolvere queste faccende: a volte facciamo la cosa giusta, a volte riusciamo solo a peggiorare la situazione. L'importante, come in tutte le cose, è metterci il cuore e non lasciarsi travolgere dal proprio ego. Se è vera amicizia, sopravviverà a tutte le intemperie della vita!

Bisogna però anche considerare che la nostra vita è fatta di passaggi, o di stadi, come preferite chiamarli. Incontriamo delle persone perchè esse appartengono a uno specifico momento della nostra esistenza e quando questo finisce, anche il rapporto giunge al suo epilogo. Nessuna meraviglia quindi che delle persone che frequentavamo regolarmene e con cui avevamo magari anche un buon rapporto di confidenza, improvvisamente e senza motivo apparente siano sparite dal nostro scenario. E' evidente che si è esaurito il motivo per cui tra noi esisteva una forma di scambio.
In questi casi non ci sono cocci da raccogliere, bisogna solo aspettare con la porta aperta per accogliere le nuove persone che ci accompagneranno per un altro pezzo del nostro viaggio qui sulla Terra.
E soprattutto bisogna mantenere la leggerezza dello Spirito nella consapevolezza che tutto è relativo e soprattutto che alla fine del viaggio ci ritroveremo comunque tutti insieme.

venerdì 16 luglio 2010

Rose

RosaA sepal - petal - and a thorn
Upon a common summer's morn -
A flask of Dew - A Bee or two -
A Breeze - a caper in the trees -
And I'm a Rose!

Emily Dickinson, 1858


Tre roseTraduzione:
Un sepalo - petalo - e una spina - In un comune mattino d'estate - Una boccetta di Rugiada - Un'Ape o due - Una Brezza - una capriola fra gli alberi - Ed io sono una Rosa!

giovedì 8 luglio 2010

In memoria

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi —
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.

I tuoi occhi

saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio.

O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese, 22 marzo 1950


Flo
DEPARTURE


Brother,

before you go
give me the present
that will keep you
in my mind
give me the wordI will never forget.

A place in my heart

is ready for you.
Wherever you go
whatever you do
this place is for you
for you to call home.

Goodbye my dear friend.
I'll see you sometimes
with the eyes of my mind.

dmj

Traduzione:
PARTENZA
Fratello, - prima che tu vada - dammi il regalo che ti terrà nella mia mente - dimmi la parola che non scorderò mai. - Un posto nel mio cuore è pronto per te. Ovunque tu vada - qualsiasi cosa tu faccia - questo posto è per te - per te da chiamar casa. - Addio mio caro amico. Ti vedrò a volte con gli occhi della mente.

mercoledì 7 luglio 2010

Dalla soglia di un sogno ...

sognare
DESDE EL UMBRAL DE UN SUEÑO ...


Desde el umbral de un sueño me llamaron...

Era la buena voz, la voz querida.
-Dime: ¿vendrás conmigo a ver el alma?...
Llego a mi corazón una caricia.
-Contigo siempre...Y avancé en mi sueño
por una larga, escueta galería
sintiendo el roce de la veste pura
y el palpitar suave de la mano amiga.

Antonio Machado

Traduzione:
DALLA SOGLIA DI UN SOGNO ...
Dalla soglia di un sogno mi chiamarono... - Era la buona voce, amata voce. - -Dimmi: verrai con me a vedere l'anima?... - -Una carezza mi raggiunse il cuore. - Sempre con te... Ed avanzai nel sogno - per una lunga, spoglia galleria; - sentii sfiorarmi la sua veste pura - e il palpito soave della mano amica.

lunedì 15 marzo 2010

Il gatto

Gatto
LE CHAT

Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d'agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s'enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,

Je vois ma femme en esprit.
Son regard,
Comme le tien, aimable bête,
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,

Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum,
Nagent autour de son corps brun.

Charles Baudelaire

Traduzione:
IL GATTO
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; - trattieni le unghie della zampa, - e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi - striati di metallo e d'agata. - Quando le mie dita indugiano ad accarezzare - la tua testa e il tuo dorso elastico - e la mia mano s'inebria del piacere - di palpare il tuo corpo elettrico, - vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo, - come il tuo, amabile bestia, - profondo e freddo, taglia e fende come un dardo, - e dai piedi alla testa, - un'aria sottile, un minaccioso profumo - circolano attorno al suo corpo bruno.

venerdì 26 febbraio 2010

Viola del pensiero

Viola del pensieroIl significato della viola del pensiero è già tutto racchiuso nel suo nome: ricordo e riflessività.
E’ un fiore legato alla sfera degli affetti e della memoria e indica la costanza e la reciprocità del ricordo, per cui ricevere delle viole del pensiero è segno di stima ed affetto degni di superare la prova più ardua: quella del tempo.

Nell'esoterismo i cinque petali della viola del pensiero rappresentano l’uomo nella sua posizione centrale tra la terra e il cielo, tra la materia e lo spirito. Per questo motivo è il simbolo della coscienza umana e dell’attività mentale, come mediatrice del rapporto tra l’alto e il basso.

In magia il messaggio che questo fiore trasmette al mondo è “non dimenticare”, per cui viene spesso usato negli incantesimi che riguardano gli studi, la lucidità mentale e la buona memoria.
E' anche un ingrediente negli incantesimi d'amore.

Fate ed elfi amano la viola del pensiero.

lunedì 1 febbraio 2010

Boschi incantati

Appunti da una conversazione con il mio amico Andrea

Si parla di trasformazione interiore nel coraggio di affrontare le sfide e l'ignoto. Il bosco è la sfida, la poesia è un invito a raccoglierla e a provarci.
La via nel bosco è un simbolo.
All'inzio il viaggiatore che sfida l'ignoto, apparentemente da solo, vede solo la paura: paura di non farcela, paura di non avere abbastanza tempo o mezzi. E questa paura si manifesta nei mostri che la rappresentano.
Nell'illustrazione c'è la continuazione del viaggio: una volta affrontato il passo iniziale, man mano che si avanza nel percorso si cominciano a vedere altre cose, prima invisibili. Le paure si trasformano e la realtà appare: lo spirito del bosco che ti indica il percorso.
La strada nel bosco è l'archetipo, i simboli che si leggono sono in relazione con la scoperta ed il colloquio con la divinità.
Alla fine, dopo la sfida e la dimostrazione di coraggio, il viaggiatore incontra la divinità e acquista il potere dal e nel rituale insegnato dai simboli.
I simboli sono il messaggio.

Foresta bluTHE WOODS OF WESTERMAIN

Enter these enchanted woods,
You who dare.
Nothing harms beneath the leaves
More than waves a swimmer cleaves.
Toss your heart up with the lark,
Foot at peace with mouse and worm,
Fair you fare.
Only at a dread of dark
Quaver, and they quit their form:
Thousand eyeballs under hoods
Have you by the hair.
Enter these enchanted woods,
You who dare.

George Meredith (1828-1908)

Traduzione:
I boschi di Westermain
Entra in questi boschi incantati, - tu che ne hai l'ardire. - Niente fa male sotto le foglie - Più delle onde che il nuotatore fende. - Lancia il tuo cuore lassù con l'allodola, - Camminando in pace con il topo e il verme, - sereno è il tuo viaggio. - Solo per timore del buio - Trema, ed essi lasceranno la loro forma. - Migliaia di occhi sotto i cappucci - ti prendono per i capelli. - Entra in questi boschi incantati, - tu che ne hai l'ardire.

lunedì 25 gennaio 2010

Canzone delle lumache

Per quel che riguarda le mie attività online, in particolare i miei blogs, ho iniziato l'anno al rallentatore. Le idee ci sono, ma un po' manca il tempo per buttarle giù in maniera organica e un po' ho il cervello in stato di ibernazione a causa del freddo intenso di questa stagione invernale per molti versi fuori dal comune. Insomma sto andando piano piano come le lumachine della poesia di Jacques Prévert che iniziano il loro viaggio in autunno e arrivano a destinazione in primavera:

Terra verde
CHANSON DES ESCARGOTS QUI VONT A' L'ENTERREMENT


A l'enterrement d'une feuille morte
Deux escargots s'en vont
Ils ont la coquille noire
Du crêpe autour des cornes
Ils s'en vont dans le soir
Un très beau soir d'automne
Hélas quand ils arrivent
C'est déjà le printemps
Les feuilles qui étaient mortes
Sont toutes réssucitées
Et les deux escargots
Sont très désappointés
Mais voila le soleil
Le soleil qui leur dit
Prenez prenez la peine
La peine de vous asseoir
Prenez un verre de bière
Si le coeur vous en dit
Prenez si ça vous plaît
L'autocar pour Paris
Il partira ce soir
Vous verrez du pays
Mais ne prenez pas le deuil
C'est moi qui vous le dit
Ça noircit le blanc de l'oeil
Et puis ça enlaidit
Les histoires de cercueils
C'est triste et pas joli
Reprenez vos couleurs
Les couleurs de la vie
Alors toutes les bêtes
Les arbres et les plantes
Se mettent a chanter
A chanter a tue-tête
La vrai chanson vivante
La chanson de l'été
Et tout le monde de boire
Tout le monde de trinquer
C'est un très joli soir
Un joli soir d'été
Et les deux escargots
S'en retournent chez eux
Ils s'en vont très émus
Ils s'en vont très heureux
Comme ils ont beaucoup bu
Ils titubent un petit peu
Mais la haut dans le ciel
La lune veille sur eux.

Jacques Prévert (1900 -1977)

Traduzione:
Canzone delle lumache che vanno al funerale
Al funerale d'una foglia morta - Se ne vanno due lumache - Hanno il guscio nero - E il lutto sulle corna - Se ne vanno nel buio - D'una sera d'autunno - Ahimè quando son giunte - E' di già primavera - Le foglie che eran morte - Già son tutte risorte - E le due care lumache - Rimangon molto male - Ma ecco viene il sole - Il sole dice loro - Prendetevi la briga - La briga di sedere - Prendetevi una birra - Se ne avete voglia - Prendete se vi va - L'autobus per Parigi - Parte questa sera - Vedrete un po' di mondo - Ma non prendete il lutto - Ve lo dico io - Vi scurisce il bianco degli occhi - E inoltre v'imbruttisce - Le faccende di funerali - Mica son divertenti - Riprendete i colori - I colori della vita - Allora gli animali in coro - E gli alberi e le piante - Si mettono a cantare - Cantano a squarciagola - Il vero canto vivo - La canzone dell'estate - E tutti giù a bere - E tutti giù a brindare - E' una gran bella sera - Una splendida sera d'estate - E le due nostre lumache - Fanno ritorno a casa - Se ne vanno commosse - E tutte rallegrate - Hanno bevuto molto - Barcollano un pochino - Ma la luna nel cielo - Le sorveglia in cammino.

domenica 17 gennaio 2010

Mare nostro

Duino Duino - Aurisina (Trieste - Italia)

GOODBYE BROTHER SEA

And so we pass away as we have come
goodbye Brother Sea
I take with me some of your shingle
some of your blue salt
some of your infinity
and some of your brightness
and of your unhappiness.
You were able to tell us many things
about your destiny as a sea
here we are with a bit more hope
here we are with a bit more wisdom
and we pass away as we have come
goodbye Brother Sea.

Nazim Hikmet - Varna, 1951

Traduzione:
ARRIVEDERCI FRATELLO MARE
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti - arrivederci fratello mare - mi porto un po' della tua ghiaia - un po' del tuo sale azzurro - un po' della tua infinità - e un pochino della tua luce - e della tua infelicità. - Ci hai saputo dir molte cose - sul tuo destino di mare - eccoci con un po' più di speranza - eccoci con un po' più di saggezza - e ce ne andiamo come siamo venuti - arrivederci fratello mare.


Libro consigliato:

Poesie amore di Nazim Hikmet Poesie d'amore
Nazim Hikmet
fotografie di Robert Doisneau

giovedì 31 dicembre 2009

Capodanno

L'anno 2009 ci sta lasciando con le lacrime, gocce di pioggia che cadono insistentemente rendendo grigia ogni cosa che ci circonda. Tanta tristezza per tutti quelli che si sono trovati in difficoltà ed hanno vissuto momenti difficili, per chi ce l'ha fatta e per chi invece è stato sopraffatto dagli eventi.
Chiamateli come volete: crisi economica, guerre, ingiustizie, malattie ... sono gli spettri comparsi nella vita di molti.
Ecco perchè, per questo augurio di buon anno nuovo, mi sento di riciclare un'antica benedizione irlandese, attribuita da alcuni a San Patrizio, perchè in queste parole possiate intravedere la pace e la serenità di cui tutti gli esseri viventi hanno bisogno.
Auguro a tutti ogni bene per il 2010.

Irish Blessing

IRISH BLESSING

May the Roads rise
to meet you,
may the Wind
be always
at your back,
may the Sun
shine warm
upon your face,
the Rains fall soft
upon your fields
and until
we meet again
may God hold you
in the hollow of His hand.
Traduzione:
Benedizione Irlandese
Possano le strade alzarsi - per venirti incontro, - possa il vento essere sempre alle tue spalle, -possa il sole brillare caldo - sul tuo viso, - le piogge cadere soffici - sui tuoi campi - e finchè - non ci incontreremo di nuovo - possa Dio tenerti - nel palmo della sua mano.

martedì 22 dicembre 2009

Un sogno dentro un sogno

Lo so, l'articolo di oggi non ha molto a che vedere con l'argomento di questo blog, ma .... è quasi Natale e amo questo pezzo di Alan Parsons Project con Orson Welles che recita. Il video che ho trovato su Youtube è carino e così ve li propongo come momento di relax.

Gatto che sogna
A DREAM WITHIN A DREAM

For my own part, I have never had a thought
Which I could not set down in words
With even more distinctness that which I conceived it.
There is however a class of fancies of exquisite delicacy
Which are not thoughts and to which as yet
I have found it absolutely impossible to adapt to language.
These fancies arise in the soul,
Alas how rarely, only at epochs
Of most intense tranquillity
When the bodily and mental health are in perfection.
And those mere points of time
When the confines of the waking world
Blend with the world of dreams.
And so I captured this fancy
Where all that we see or seem
Is but a dream within a dream.

Traduzione:
UN SOGNO DENTRO UN SOGNO
Per quanto mi riguarda, non ho mai avuto un pensiero - che non riuscissi a mettere per iscritto - ancora più distintamente di quanto fosse in origine. - Vi sono tuttavia fantasie di rara fattura - che non sono semplici pensieri e che finora - ho trovato impossibile trasformare in linguaggio. - Queste fantasie si destano nell'anima - ahimè quanto raramente! solo nel momento sublime - della più intensa tranquillità, quando la salute fisica e mentale sono perfette. - E in quei piccolissimi punti temporali - i confini del mondo che si desta - si fondono col mondo dei sogni. - Ed allora catturai questa fantasia - in cui tutto ciò che vediamo o ci sembra di vedere - è solo un sogno dentro un sogno


mercoledì 2 dicembre 2009

L'anima mia

Grado - Italia - vista aereaL'ANEMA MIA

L'ánema mia xe solo un bel paese,
un golfo biavo e le montagne in giro;
e sora i munti sventola un pavese
de nuòli ariusi in tepido respiro.

Passa pel sangue réfuli de vento,
mola 'l siroco e sufia garbinasso;
duto 'l gno sangue 'l sa de marinasso,
d'áleghe verde su restìe d'arzento.

Se 'l vento tra le cane d'un paoleto
fis-ciota canti piculi d'amor,
riùssa 'l cuor, el se dormensa quieto
comò 'na fantulina apena in fior.

Biagio Marin

Traduzione:
L'ANIMA MIA
L'anima mia e' solo un bel paese, - un golfo bianco e le montagne intorno; - e sopra i monti sventola un pavese - di nuvole ariose in tiepido respiro.
Passan nel sangue soffi di vento, - molla lo scirocco e soffia il libeccio; - tutto il mio sangue odora di mare, - d'alghe verdi su onde d'argento.
Se il vento tra le canne di un "pauleto" (*) - fischietta canti piccoli d'amore, - ridacchia il cuore, si addormenta quieto - come una bambina appena in fiore.

(*) zona della laguna con isolotti e canaletti sulle quali crescono canne palustri

Barche in lagunaE 'NDÉVENO CUSSÌ LE VELE AL VENTO

E 'ndéveno cussì le vele al vento
lassando drìo de noltri una gran ssia,
co' l'ánema in t'i vogi e 'l cuor contento
sensa pinsieri de manincunia.

Mámole e mas-ci missi zo a pagiol
co' Leto capitano a la rigola;
e 'ndéveno cantando soto 'l sol
canson, che incòra sora 'l mar le sbola.

E l'aqua bronboleva drío 'l timon
e del piasser la deventava bianca
e fin la pena la mandeva un son
fin che la bava no' la gera stanca.

Biagio Marin, da "Fiuri de tapo", 1912

Traduzione:
E ANDAVAMO COSI', LE VELE AL VENTO
E andavamo così, le vele al vento - lasciando dietro di noi una gran scia, - con l’anima negli occhi e il cuor contento - senza pensieri di malinconia.
Fanciulle e ragazzi seduti giù a pagliolo - con alla barra Leto capitano; - andavamo cantando sotto il sole - canzoni che ancora volano sul mare.
L’acqua ribolliva dietro il timone - e dal piacere diventava bianca, - persino la penna suonava: - fin che la bava (di vento) non era stanca.

venerdì 20 novembre 2009

La scatola dei ricordi

Scatola dei ricordiNel fondo del mio cuore c'è la scatola dei ricordi:
fiori sono le persone care che mi hanno lasciata
una conchiglia per ascoltare il mare
un'altra per tenerci il ricordo degli amici che ho perso per strada
qualche soldino per comprare la felicità
vecchie ruggini per gli incidenti di percorso
un chiodo per non dimenticare il dolore
foglie morte perchè il passato non ritorna
e un gabbiano per continuare a volare sempre più in alto.

dmj, 2009